Il vulcanismo antico di Torralba

Il vulcanismo antico di Torralba

Il territorio di Torralba, nel cuore del Meilogu, è modellato da antiche eruzioni vulcaniche che hanno lasciato tracce evidenti nel paesaggio e nei suoli fertili.

L’area di Torralba, situata al centro del Meilogu, è un vero e proprio laboratorio a cielo aperto per comprendere le dinamiche del vulcanismo antico della Sardegna. Tra 20 e 2 milioni di anni fa, l’isola fu interessata da numerose eruzioni di tipo effusivo che portarono alla formazione di vasti altopiani basaltici. Le lave, raffreddandosi, crearono un paesaggio ondulato e roccioso che ancora oggi caratterizza la regione.

Il basalto, pietra scura e compatta, non solo ha dato origine al rilievo tipico della zona, ma ha anche reso i terreni straordinariamente fertili grazie al rilascio di minerali. Questo aspetto ha favorito lo sviluppo di un’economia agricola e pastorale già in epoca nuragica: campi coltivati e pascoli verdi si alternano ancora oggi sui pianori, creando un mosaico naturale di grande valore.

Dal punto di vista culturale, il legame con il vulcanismo è ancora più evidente. Il celebre Nuraghe Santu Antine, simbolo della Sardegna nuragica, fu costruito proprio con enormi blocchi di basalto estratti in loco. Questo dimostra come l’uomo antico seppe sfruttare le risorse naturali offerte dal territorio, trasformando la roccia vulcanica in architettura monumentale.

Oltre all’aspetto geologico e storico, il vulcanismo ha influenzato anche l’ecosistema: i suoli basaltici ospitano una flora ricca, con querce da sughero, lecci e arbusti tipici della macchia mediterranea. Le aree rocciose diventano rifugio per rapaci come la poiana e il gheppio, mentre i pianori offrono pascolo a fauna selvatica e greggi.

Così, il vulcanismo antico non è soltanto una testimonianza della storia naturale, ma un elemento che unisce geologia, agricoltura, architettura e vita quotidiana, rendendo il territorio di Torralba unico e profondamente identitario.