Flora e Fauna

Flora e Fauna

Il territorio di Torralba, situato nel cuore del Meilogu, custodisce una flora mediterranea rigogliosa e una fauna varia, che riflette l’equilibrio tra natura e attività umana.

Il paesaggio che circonda Torralba è il risultato dell’incontro tra il substrato vulcanico antico e il clima mediterraneo. I suoli basaltici, ricchi e fertili, ospitano una vegetazione caratteristica: boschi di querce da sughero e di lecci si alternano a distese di ginestre, corbezzoli e lentischi, tipici della macchia mediterranea. Durante la primavera, i prati si ricoprono di fiori spontanei che colorano i pianori e le vallate, creando un mosaico naturale di grande suggestione.

La fauna del territorio è altrettanto ricca e diversificata. Nei boschi e nelle campagne vivono mammiferi come la volpe, il cinghiale e la lepre sarda, mentre tra le rocce e le alture è possibile scorgere rapaci come la poiana, il gheppio e, più raramente, l’aquila reale. Le zone agricole e i pascoli, inoltre, offrono habitat favorevoli a numerosi uccelli e piccoli rettili, che contribuiscono a mantenere l’equilibrio ecologico.

L’uomo ha da sempre interagito con questo ambiente, modellandolo senza snaturarlo: i pascoli per l’allevamento ovino e caprino, i campi coltivati e i vigneti convivono con gli spazi naturali, creando un paesaggio rurale che mantiene intatta la sua biodiversità.

Il territorio collinare, invece, è il risultato delle antiche attività vulcaniche che hanno plasmato l’area del Meilogu. Le colate di basalto, raffreddandosi, hanno dato origine ad altipiani e rilievi dalle forme morbide, che degradano verso valli ampie e coltivate. Questa morfologia crea un paesaggio armonioso, in cui la natura si intreccia con le testimonianze storiche e archeologiche. Dal punto di vista panoramico, le alture rappresentano punti privilegiati di osservazione: da esse si dominano le vallate circostanti e si possono ammirare i numerosi nuraghi che punteggiano il territorio, primo fra tutti il celebre Nuraghe Santu Antine. La posizione sopraelevata di molti siti archeologici non fu casuale, ma scelta strategicamente per il controllo visivo del territorio.